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LA VISIONE PERIFERICA? DIPENDE DALLA PERSONA

Quando di qualcuno si dice che ‘ha gli occhi anche dietro la testa’ in genere si sta parlando di una donna e molto probabilmente ci stiamo riferendo al fatto che la sua visione periferica è

Quando di qualcuno si dice che ‘ha gli occhi anche dietro la testa’ in genere si sta parlando di una donna e molto probabilmente ci stiamo riferendo al fatto che la sua visione periferica è talmente sviluppata che sembra quasi consentire uno sguardo a 360 gradi sull’ambiente circostante.

In condizioni normali una persona può muoversi all’interno di un determinato ‘campo visivo’, ovvero lo spazio sul quale si posa in un certo momento lo sguardo. C’è un punto centrale e un’area che si sviluppa intorno ad esso: la visione periferica si riferisce a ciò che lambisce questo ambito più chiaramente visibile. Grazie ad essa diventa possibile scorgere persone e oggetti in una sorta di ‘campo visivo allargato’ (senza dover per forza muovere la testa e girare lo sguardo) percependoli sia lateralmente sia nel caso in cui si trovino sotto oppure sopra, anche in situazioni di scarsa luce.

Si riescono dunque a distinguere e in qualche modo vedere sia forme che colori così come movimenti, che avvengono non soltanto di fronte al nostro occhio. Ciascuno di noi ha delle capacità visive più o meno sviluppate in questo senso, ma è possibile affermare – grazie a una serie di studi fatti da esperti – che le donne hanno una visione periferica molto più sviluppata degli uomini. Questi ultimi, ad ogni modo e sempre per restare in tema di differenze vista uomo e donna, ‘rispondono’ con una migliore capacità di messa a fuoco a distanza.

 

Uomini che non trovano le cose: questione di capacità visive

Quando ci si lamenta del fatto che gli uomini non sono in grado di trovare le cose – soprattutto chiavi, abiti e documenti – nonostante le abbiano (quasi sempre) davanti agli occhi, dobbiamo sapere che c’è anche una spiegazione scientifica, la quale esula dal semplice concetto di pigrizia.

Tra le curiosità vista più interessanti, quella relativa alla diversa visione periferica tra uomo e donna è senza dubbio in cima a un’ideale classifica. La spiegazione? E’ di tipo antropologico e riguarda certe abitudini sociali della Preistoria. Bisogna dunque tornare parecchio indietro nel tempo: molti ricercatori ritengono che una spiegazione della moderna capacità degli uomini di mettere meglio a fuoco gli oggetti lontani sia un retaggio dell’antica abilità richiesta dall’attività della caccia (vedere lontano, scorgere la preda per poi prendere la mira). Mentre per quanto riguarda le donne, fin dalla Preistoria si sono sempre prese cura dei figli e della casa assicurandosi che tutto fosse in ordine: hanno sviluppato una migliore visione periferica per avere sempre ogni cosa sotto controllo.

In particolare la scienza ritiene che nelle donne la visione periferica (dunque con una messa a fuoco non ottimale) possa ‘allargarsi’ fino a sfiorare i 180 gradi, mentre vedrebbero con precisione fino a 45 gradi dal centro del campo visivo ‘standard’. Nel caso in cui un difetto di tipo visivo oppure l’insorgere di una malattia vadano a interferire con la vista (interessando l’elaborazione nervosa che parte dalla retina) può verificarsi una perdita parziale del campo visivo. Se quest’ultimo si riduce troppo, anche se non si può parlare di cecità, viene a crearsi una condizione altamente invalidante.

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