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OCCHIALI SOSTENIBILI ED ETICI? ESISTONO. ECCO I MARCHI DA CONOSCERE.

Il diktat del rispetto ambientale punta a trasformarsi nel mantra assoluto del nuovo millennio. I danni causati dallo sfruttamento dissennato delle risorse del pianeta e i cambiamenti climatici che mettono in crisi gli ecosistemi naturali

Il diktat del rispetto ambientale punta a trasformarsi nel mantra assoluto del nuovo millennio. I danni causati dallo sfruttamento dissennato delle risorse del pianeta e i cambiamenti climatici che mettono in crisi gli ecosistemi naturali hanno fatto suonare più di un campanello d’allarme. L’urgenza di intervenire per invertire la tendenza si è fatta ogni giorno più grande.

Ecco perché si va alla continua ricerca di materiali sempre nuovi e a basso impatto ambientale: l’obiettivo è realizzare prodotti etici, seguendo percorsi creativi guidati dalla necessità del vivere sostenibile. Il pianeta dell’occhialeria si inserisce in questo solco, tracciato a livello globale: esistono modelli di occhiali sostenibili realizzati in alluminio, legno di bambù e di quercia ma anche riciclando le plastiche recuperate in mare.

La riflessione che si apre è profonda e punta verso la problematica degli sprechi: troppe cose che ci circondano sono ancora realizzate con materiali inquinanti (e lo sappiamo) ecco perché scegliere marchi occhiali sostenibili rappresenta una buona pratica. La primavera è alle porte, arriva l’occasione per scegliere di proteggere il proprio sguardo con occhiali a basso impatto sull’ambiente.

I brand specialisti, che si fanno portatori di un messaggio etico, si dedicano alla creazione di prodotti smart e sono sempre più radicati nel mondo. Sarà utile precisare che le aziende più esperte in questo settore continuamente in crescita si trovano in Nord America. Le più note? Sono Woodwear e Dizm Eyewear: la prima realizza occhiali in bambù, materiale perfetto per resistere all’umidità, mentre l’altra punta su una base vegetale (e biodegradabile) per tutte le sue creazioni.

 

Perché è giusto scegliere prodotti che rispettano l’ambiente

La scelta di abbracciare il rispetto ambientale è divenuta una questione culturale, legata a doppio filo con il vivere civile. Lo ha capito bene il brand Orlando Rey, che punta su speciali regole di sostenibilità applicate a produzione e logistica: l’azienda abbatte i vari passaggi intermedi (e i relativi costi) disegnando, producendo e spedendo online le sue creazioni (solo occhiali da sole) con un risparmio in termini di inquinamento ed emissioni di CO2.

Gli occhiali green strizzano l’occhio a materiali di scarto, offrendo loro una seconda vita. E’ il caso delle plastiche recuperate in mare, trasformate in modelli di grido (sia da sole che da vista) dall’azienda Sea2See: l’obiettivo di pulire il mare è ambizioso, ma tutti possono fare la loro parte. Le specie animali che vivono a contatto con il mare e che popolano gli oceani ringraziano.

Alluminio e vecchi copertoni d’auto possono anch’essi tornare in vita, grazie alle tecniche sviluppate da Parafina. Che per i suoi occhiali da sole e da vista punta anche su bambù coltivato a chilometro zero e altri prodotti naturali. Proof eyewear, che fa base in Idaho, si dedica invece alla creazione di modelli in legno di ebano e pero: l’azienda riesce a sfruttare pure certi vecchi skateboard per realizzare i telai delle sue creazioni.

In Europa è poi interessante il brand Waiting for the sun: punta all’alta qualità a prezzi accessibili, scegliendo come materie prime in particolare legno di quercia e bambù.

Il gesto di indossare un paio di occhiali sostenibili assume sempre più i contorni di un esercizio spirituale.

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