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OCCHIALI STENOPEICI: COSA SONO E A COSA SERVONO

Prendersi cura degli occhi, a cominciare dalla giovane età, è importante. Essi infatti rappresentano la nostra quotidiana e luminosa finestra sul mondo. Il trascorrere del tempo porta inevitabilmente le persone a sperimentare dei cambiamenti in

Prendersi cura degli occhi, a cominciare dalla giovane età, è importante. Essi infatti rappresentano la nostra quotidiana e luminosa finestra sul mondo. Il trascorrere del tempo porta inevitabilmente le persone a sperimentare dei cambiamenti in relazione al proprio corpo: la vista – uno dei cinque sensi – non è immune alle conseguenze legate all’invecchiamento. E’ possibile indicare un primo scoglio intorno ai 40 anni, anche per chi fino a quel momento non abbia avuto alcuna patologia o difetto nella rifrazione: concentrarsi sugli oggetti, specie quelli più vicini, comincia a farsi più difficile (si parla di presbiopia). Con il sopraggiungere poi della vecchiaia, sono molte altre le patologie che possono presentarsi. La prevenzione e il mantenimento di uno stile di vita sano ed equilibrato sono essenziali per il benessere degli occhi.

La ginnastica oculare: storia di una scoperta rivoluzionaria

Tra gli strumenti di ausilio visivo più interessanti per effettuare la ginnastica oculare passiva bisogna indicare senza dubbio l’occhiale stenopeico, che consente una riabilitazione visiva di tipo naturale. Diversamente da quanto accade con i ‘normali’ occhiali da vista che siamo abituati a indossare, gli occhiali stenopeici presentano delle lenti molto particolari. Hanno schermi di colore nero, sui quali vengono realizzati dei fori molto piccoli. La loro distribuzione sulla superficie disponibile, così come la relativa misura vengono perfezionate seguendo uno schema ‘a nido d’ape’. La storia di questi occhiali correttivi affonda le sue radici molto indietro nel tempo, bisogna infatti tornare al IX secolo per trovare la prima traccia del principio del ‘foro stenopeico’. Più avanti, siamo nel Medioevo, anche Leonardo Da Vinci fu protagonista in questo ambito: fu il primo a paragonare il funzionamento dell’occhio umano a quello del foro stenopeico. E, infine, arriva a metà del secolo scorso l’intuizione di un medico americano – William Bates – alla ricerca di un approccio alternativo per la riabilitazione della vista. Il foro stenopeico venne abbinato agli occhiali, ricorrendo all’impiego di schermi neri forati anziché alle ‘classiche’ lenti graduate.

Come funzionano gli occhiali per la correzione visiva

Quello con fori stenopeici è un particolare occhiale per curare la vista che può essere utilizzato tranquillamente anche da bambini sotto i dieci anni. Aiuta a correggere certe abitudini scorrette, conducendo a risultati spesso inattesi. Si tratta di uno strumento per la ginnastica oculare che guarda al movimento in sé come pura fonte di benessere. Naturalmente deve essere usato con costanza e occorre approcciarsi in maniera graduale. Si inizia portando gli occhiali correttivi per un quarto d’ora al giorno, poi si aumenta il tempo mentre si prende confidenza. Mai forzare gli occhi, bisogna anzi favorire il rilassamento dell’occhio che – in questo modo – può funzionare senza tensioni e in maniera precisa. Tra i benefici che gli occhiali stenopeici si offrono di raggiungere ci sono:

  • una maggior vitalità dei muscoli oculari;
  • sforzi ridotti per mettere a fuoco gli oggetti;
  • meno emicranie e sensazione di stanchezza legate a sforzi della vista;
  • ridotta secchezza;
  • miglioramento di disturbi quali presbiopia, astigmatismo e ipermetropia.

Si parla spesso anche di ‘occhiali forati’, con riferimento ai particolari schermi presenti al posto delle lenti. Si offrono di aiutare il rilassamento e di stimolare il movimento della muscolatura extraoculare: si percepisce una maggiore nitidezza e profondità di campo.

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